REFERENDUM COSTITUZIONALE: perché gli agricoltori devono votare NO

REFERENDUM COSTITUZIONALE: perché gli agricoltori devono votare NO

17 novembre 2016 Agricoltura Mantova Rassegna Mantova 0

fratelli-italia

COMUNICATO STAMPA

Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale – Lombardia

Dipartimento Agricoltura – Cultura Rurale

 

 

 REFERENDUM COSTITUZIONALE

Il Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale si rivolge al mondo agricolo

“Ecco perché gli agricoltori devono votare NO”

 

Mentre le principali organizzazioni sindacali agricole hanno manifestato di schierarsi a favore del SI al referendum costituzionale del 4 dicembre, il Dipartimento Agricoltura Lombardia di Fratelli d’Italia, attraverso il responsabile dott. Gianpietro Boieri, interviene affinchè gli agricoltori possano valutare nel merito la riforma e ritenersi liberi di esprimersi indipendentemente dalla presa di posizione delle organizzazioni di riferimento. “Comprendere i contenuti di una riforma costituzionale non è certamente cosa facile e si rischia quindi di farsi influenzare da dichiarazioni spesso semplicistiche di maggior impatto sull’opinione pubblica”, quanto dichiara Boieri, “pur rispettando la presa di posizione delle organizzazioni sindacali, il Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia vuole invitare gli agricoltori a fare una scelta coscienziosa e libera, valutando nel merito la riforma, in particolare considerando quelle che potrebbero essere le ricadute sul settore”.

Boieri prosegue rimarcando che “gli interventi che questo Governo ha messo in atto a favore del comparto agricolo, tra l’altro ancora insufficienti e inadeguati rispetto alle aspettative e alle necessità del settore, non possono essere considerate “merce di scambio”. Intervenire per la sopravvivenza di un settore che oggi conta circa il 3% del PIL è un dovere del Governo e non un mezzo per ottenere qualcosa in cambio.”

“Agli agricoltori bisogna spiegare che la riforma proposta non va accettata solo perché porta un cambiamento: cambiare non sempre è sinonimo di migliorare, se il cambiamento comporta un peggioramento del sistema allora è meglio non cambiare. Da tempo si chiede di decentralizzare il più possibile le competenze dallo Stato alle Regioni e agli Enti Locali anche in materia agricola mentre ora la riforma torna nuovamente a centralizzare tutte le competenze, rendendo nuovamente difficoltose le relazioni tra Enti, ma soprattutto allontanando nuovamente i principali interessati, ovvero gli agricoltori, dalle Istituzioni”. La riforma prevede infatti che le competenze in materia di grandi opere, energia, ambiente, siano gestire dallo Stato, dunque gli Enti Locali non potranno più opporsi o decidere in merito all’occupazione di spazi e destinazione degli stessi, sottraendo potenzialmente ulteriore territorio agricolo senza facoltà di opporsi.

“Non è credibile quanto dichiarano i sostenitori del SI dicendo che con un Senato rappresentato dai consiglieri Regionali ci sarà un miglioramento e maggior controllo, il Senato sarà un organo consultivo e il Governo e la Camera non hanno alcun vincolo di accogliere eventuali osservazioni provenienti dal Senato. Inoltre, accentrando le competenze, le Regioni virtuose si troveranno fortemente penalizzate e vedranno vanificati gli sforzi fatti sino ad oggi.” Boieri ricorda che i Senatori non saranno eletti dai cittadini, disattendendo quella sovranità popolare che dovrebbe esistere in una Democrazia vera, oltre che a non introdurre nella riforma la possibilità di eleggere direttamente il Presidente del Consiglio e il Capo dello Stato.

“Le riforme in materia di semplificazione e riduzione dei costi tanto decantate possono essere fatte senza stravolgere la Costituzione, inoltre la Carta Costituzionale, garanzia della Democrazia, dovrebbe essere condivisa in modo trasversale, nell’interesse di tutti, e non il frutto di idee di una parte politica approvata a colpi di fiducia, da un governo nemmeno legittimato dal voto popolare”.

Gianpietro Boieri conclude inoltre evidenziando ciò che i sostenitori del SI tendono a tenere nascosto o ignorare, ovvero l’articolo 117 che prevede testualmente – La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione Europea e dagli obblighi internazionali – “In pratica, se passano i SI al referendum, all’indomani del voto significa che per Costituzione l’Italia dovrà attenersi agli ordini di Bruxelles e sottostare a qualsiasi decisione dell’Europa”

“Una pessima riforma, contraria alle reali esigenze della nostra Nazione e che allontana ancora di più lo Stato dal territorio, pertanto l’auspico che la concretezza degli imprenditori agricoli si manifesti nell’esprimere un convinto NO nel voto del 4 dicembre, lanciando un segnale forte di disappunto rispetto alle reali aspettative”.

 

 

Gianpietro Boieri

Responsabile del Dipartimento

Agricoltura e Cultura Rurale

Fratelli d’Italia – AN Lombardia